«Gli stranieri ci rubano il lavoro!» è una delle frasi che sicuramente avrete sentito più volte in questi ultimi tempi. Ma quanto c’è di vero in questa frase?

Analizziamo un po’ di dati1 riguardo il lavoro straniero:

Gli stranieri in Italia sono triplicati nell’ultimo decennio, fino a superare i 5 milioni. (8,1% della popolazione)

Di questi, circa 2,3 milioni hanno un posto di lavoro, e contribuiscono alla produzione dell‘ 8,8% del PIL italiano.

I settori in cui gli stranieri sono più occupati sono l’agricoltura, l’edilizia e i servizi di cura (badanti), dove addirittura i lavoratori sono per l’80% stranieri.

La realtà mostra che gli stranieri  svolgono di più lavori manuali e non qualificati rispetto agli italiani, sostituendo, di solito, gli italiani che non sono disposti a fare un certo tipo di lavoro (magari perché considerato troppo umile). Inoltre le analisi ISTAT dichiarano che un italiano e uno straniero hanno più o meno la stessa probabilità di ottenere un lavoro.

In generale quindi dire che “Gli stranieri ci rubano il lavoro” non è del tutto corretto.

Ma vi sono alcune eccezioni come il caso dei braccianti italiani del Sud che spesso sono sostituiti da stranieri che accettano una paga più bassa, lavorando in nero.

Il problema più serio allora sembra essere lo scarso controllo del lavoro in nero in Italia, piuttosto che il “lavoro rubato dagli immigrati”.

  1. Fonti: Dati ISTAT, Il sole 24 ore

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