Il 4 dicembre saremo chiamati a votare un referendum per decidere se approvare un’ importante riforma della Costituzione.

Si tratta di una delle più grandi e profonde modiche alla Costituzione poiché tocca 47 articoli su 139.

In passato la Costituzione è già stata riformata 16 volte, dal 1963 ad oggi, e sono stati toccati poco più di 21 articoli.

Questo è quello che troverete scritto sulla scheda:

renzi-referendum

Per prima cosa chiariamoci le idee sulla questione del quorum: in questo referendum non serve una % minima, chi ha più voti vince, cioè non conta l’affluenza alle urne. Quindi se non andrete a votare non favorirete nessuna delle due parti.

Analizziamo punto per punto i cambiamenti che propone il quesito della Riforma:

  1. Superamento del bicameralismo perfetto o paritario : (Vedi Che cos’è il Bicameralismo) le due camere non avranno più gli stessi poteri. Mentre i poteri della Camera dei deputati resteranno per lo più gli stessi, il Senato potrà esercitare il potere legislativo solo su alcuni tipi di legge ( ad esempio riforme costituzionali, referendum, rapporti con le regioni ecc.)  La Camera dei deputati sarà l’unica a votare la fiducia al governo. Cioè il sostegno al governo non dipenderà più dal Senato.
  2. La riduzione del numero dei parlamentari: la Camera dei deputati rimarrà composta da 630 parlamentari. Il nuovo Senato invece sarà composto da 100 senatori di cui 74 scelti dalle Regioni, 21 sindaci e 5 eletti dal Presidente della Repubblica con un mandato di 7 anni (non più a vita). Tutti questi senatori manterranno l’immunità parlamentare.
  3. Contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni : con la riduzione del numero dei parlamentari e con l’eliminazione di alcuni organi verranno tagliate delle spese. Queste spese comunque rappresentano una piccolissima parte rispetto alla spesa totale dello Stato.
  4. La soppressione del CNEL: La nuova riforma eliminerà il CNEL (vedi Che cos’è il CNEL)
  5. La revisione del titolo V della parte II della Costituzione: verranno modificate alcune norme che regolano i rapporti Stato-Regione. In particolare, verranno definite più chiaramente le materie di competenza statale e quelle di competenza regionale, per ridurre i conflitti di fronte alla Corte Costituzionale.

Questi sono i principali cambiamenti, ma ve ne sono anche altri importanti:

  • Il quorum per la validità di un referendum è calcolato non più al 50%+1 delle persone che hanno diritto di voto, ma al 50%+1 degli elettori alle ultime elezioni politiche.
  • Le proposte legge di iniziativa popolare richiedono 150 mila firme, invece di 50 mila, e il parlamento è obbligato a discuterle.
  • Il governo non potrà più emanare decreti legge già bocciati

Vi sono anche altri piccoli cambiamenti, qui sopra sono illustrati in modo semplice i più importanti.

Come avrete notato noi non prendiamo parte a nessuno schieramento politico, siamo un blog a scopo divulgativo. Votate consapevolmente.

con la collaborazione di Michele Matteucci

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