La nostra società si può definire come “Società dei Consumi” perché il nostro sistema economico è incentrato sul consumo di beni e servizi per soddisfare i bisogni di ciascuna persona.

Quando compriamo qualcosa, per soddisfare un nostro bisogno, diventiamo consumatori.

Nel nostro sistema economico tutti siamo consumatori, perchè ognuno di noi consuma qualcosa che è stato prodotto da qualcun altro.

Ma la novità introdotta dalla vera e propria “Società dei consumi”, che si è sviluppata a partire dagli anni ’80, è il fatto che oggi abbiamo tantissima libertà di scelta.

Quando compriamo qualcosa possiamo infatti dare un’occhiata alle numerose varianti dello stesso prodotto (che sia un’automobile o un dentifricio), e scegliere quella che ci piace di più, in base ai nostri gusti.

La Società dei Consumi ci garantisce, in questo senso, una vastissima libertà di scelta e ci permette di consumare ciò che più ci piace per poter realizzare i nostri bisogni e le nostre aspirazioni.

Ma la Libertà, intesa come valore fondamentale, può esprimersi solamente come libertà di scelta di ciò che più soddisfa i nostri gusti?

Non dovremmo invece, quando scegliamo cosa consumare, tenere in considerazione anche i nostri valori o ideali oltre ai gusti personali?

Cerchiamo di approfondire:

Secondo il sociologo e filosofo Zygmunt Bauman la maggior parte dei consumatori si comporta come uno sciame, ossia segue le mode, le tendenze, si fa ingannare dalla pubblicità e quindi fa acquisti senza interrogarsi davvero su ciò che sta comprando.

Opposti ai consumatori-sciame vi sono invece i cosiddetti consumatori riflessivi.

Il consumatore riflessivo è colui che quando compra qualcosa riflette su ciò che sta comprando.

Riflettere su ciò che si consuma significa essere critici:  non giudicare un prodotto dalle apparenze (la confezione più bella spesso non è sinonimo di maggior qualità), valutarne la qualità dei componenti e le performance, cercare di ottimizzare le spese (“quanto consumerà la mia auto?”), ed essere “disincantati” dalle pubblicità, cioè cercare di ragionare con la propria testa nel compiere delle scelte.

 Riflettere su ciò che si consuma significa inoltre porsi un certo tipo di domande prima di acquistare qualcosa: ad esempio “Questo prodotto può danneggiare la mia salute?”, “Il carburante della mia auto produce gravi danni ambientali?”, “Sono stati sfruttati dei bambini per realizzare questo giocattolo che sto comprando a mio figlio?” e così via.

Una persona che si pone questi interrogativi e riflette sulle conseguenze delle sue azioni è poi in grado di consumare con sempre maggiore responsabilità.

Essere consumatori responsabili significa quindi essere riflessivi e critici, e considerare, oltre ai nostri gusti personali,  anche la “sfera etica” (i nostri valori, idee, pensieri) nel compiere le scelte.

 

Di Andrea Bergonzi

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