Il tasso di disoccupazione è una misura che ci dà importanti informazioni per quanto riguarda il mondo del lavoro e l’economia in generale.

Il tasso di disoccupazione può aumentare se c’è una crisi economica (vedi recessione) o se il Governo attua delle leggi che possono costringere le imprese a licenziare i propri dipendenti (ad esempio un aumento delle tasse).

Vediamo come si calcola:

Prima di tutto è importante sapere che cos’è la forza lavoro.

La forza lavoro è la somma di occupati (persone con un lavoro) e disoccupati (persone in cerca di un lavoro). Quindi non rientrano nella forza lavoro bambini, anziani, studenti, casalinghe e tutte quelle persone che non stanno cercando un lavoro.

Per essere nella forza lavoro bisogna o possedere un lavoro o aver fatto almeno una richiesta di lavoro nelle ultime 4 settimane¹.

I cosiddetti  lavoratori scoraggiati, cioè persone che non riescono a trovare un lavoro e smettono di cercarlo, non rientrano nella forza lavoro e quindi nel tasso di disoccupazione.

Il tasso di disoccupazione è il rapporto tra disoccupati (cioè persone in cerca di lavoro) e forza lavoro (occupati+disoccupati).

Secondo alcuni economisti esiste un tasso di disoccupazione naturale, cioè la disoccupazione ideale che l’economia dovrebbe puntare a raggiungere. (In Italia è stimato attorno al 5%)

La disoccupazione in Italia:

Ecco l’andamento del tasso di disoccupazione in Italia dal 2004 (dati ISTAT) :

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Come potete vedere, dopo la crisi economica iniziata nel 2008, la disoccupazione è salita da un 6-7% fino a oltre il 12%, anche se ultimamente ha iniziato a decrescere.

La disoccupazione giovanile, cioè quella dei giovani tra i 15 e i 24 anni, è molto più alta e supera addirittura il 37%.

Non resta che sperare in un futuro migliore.

1 . secondo la definizione ufficiale dell'ILO (International Labour Organization)

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