Angus Deaton è un economista scozzese, premio Nobel per l’Economia nel 2015 per le sue ricerche su consumi, povertà e welfare.

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Nel suo libro, uscito nel 2013, The Great Escape [La grande fuga] sostiene che il mondo in cui viviamo oggi sia migliorato moltissimo nell’ultimo secolo, in termini di ricchezza e salute globale, grazie ai benefici dell’integrazione economica tra i paesi. (commercio, mobilità di persone e capitali…)

Recentemente, intervistato dal Financial Times ha dichiarato, riguardo alla Globalizzazione:

«La Globalizzazione non mi sembra una grave minaccia, e trovo difficile non pensare al miliardo di persone che è uscito dalla soglia di povertà grazie ai benefici che la Globalizzazione ha prodotto.»

e ha aggiunto

 «Non penso che la Globalizzazione sia neanche lontanamente una minaccia rispetto ai Robot e alle macchine.»

ha poi spiegato:

 «È difficile pensare che Mark Zuckerberg stia impoverendo qualcuno, arricchendosi con Facebook, ma le auto con il pilota automatico sono tutta un’altra storia, con milioni di camionisti e autisti che perderanno il loro lavoro.»

Il nobel ha poi espresso il suo disprezzo per le persone influenti che controllano il potere pubblico grazie alla propria ricchezza:

«È una catastrofe [che esistano], sono arrivato a pensare che la disuguaglianza creata dal rent-seeking (cioè l’uso del potere pubblico per scopi privati egoistici) è il più grave problema che ci affligge.»

Riguardo agli eventi politici che hanno scosso il 2016, la Brexit, l’elezione di Trump e la crescita dei partiti anti-elite (M5s, Lega Nord, Front National…) ha commentato:

«Il quadro politico del 2016 assomiglia a quello degli anni ’30 del novecento, come molti hanno già notato.»

L’economista ha infine dichiarato che non si sente particolarmente ottimista per il futuro, ma pensa che l’oppressione sociale diminuirà complessivamente nei prossimi anni.

Si attende il futuro, solo il tempo potrà dargli torto o ragione.

 

 

 

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