Il World Economic Forum è una fondazione no-profit, fondata nel 1971, con sede a Ginevra, in Svizzera.

Ogni anno la fondazione organizza un incontro di cinque giorni a Davos, sulle montagne svizzere, a cui partecipano personalità di spicco da tutto il mondo: leader politici, manager, economisti, scienziati, accademici, celebrità del mondo dello spettacolo…

Durante il Forum si tengono numerosi eventi in cui si discute sui temi più importanti che riguardano il dibattito mondiale: povertà, guerre, problemi ambientali, sviluppo economico, e si cercano di trovare accordi e possibili soluzioni per il futuro.

Di cosa si è parlato quest’anno?

Vediamo in breve gli interventi più importanti del Forum che si è tenuto pochi giorni fa:

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Xi Jinping, primo presidente cinese nella storia a intervenire al World Economic Forum, si è espresso positivamente riguardo la globalizzazione. Le sue parole: «È vero che la globalizzazione ha creato nuovi problemi, ma questa non è una giustificazione per cancellarla, quanto piuttosto per adattarla. Piaccia o no, l’economia globale è l’enorme oceano dal quale nessuno può tirarsi fuori completamente.» Il leader cinese si è quindi dichiarato promotore del libero commercio e contrario ai dazi, in contrasto con la politica commerciale che Trump intende seguire.

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Theresa May, primo ministro del Regno Unito, ha illustrato le prospettive future della Gran Bretagna all’indomani della Brexit«Dobbiamo prepararci a un negoziato duro con l’Unione europea. C’è un’opportunità unica per la Gran Bretagna, quella di assumere la leadership mondiale del libero commercio e del libero mercato».

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Wolfgang Schaeuble, ministro del tesoro tedesco, ha ribadito la volontà dell’Unione Europea a voler cooperare per trovare un accordo con il Regno Unito : «Non credo che possiamo iniziare un negoziato minacciandoci. Noi non vogliamo punire la Gran Bretagna».

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Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha invece posto l’attenzione sul problema della crescita delle disuguaglianze di reddito:  «Ci vuole una maggiore redistribuzione dei redditi di quanta ne abbiamo oggi, le disuguaglianze di reddito sono un freno alla crescita sostenibile». L’economista francese ha poi proposto una serie di riforme strutturali che gli stati dovrebbero gradualmente attuare per ridurre le disuguaglianze.

Pier Carlo Padoan, Minister of Economy and Finance of Italy attends the WEF in Davos

Anche Pier Carlo Padoan, ministro dell’economia italiano, è intervenuto al forum, con un discorso molto critico.

Le sue parole: «Il problema dell’Europa è l’Europa.  Il problema inizia a Bruxelles [Sede UE] e qualche volta a Francoforte [sede BCE]. Dobbiamo capovolgere completamente le nostre politiche, perchè stanno dando ragione ai populisti.»

Secondo Padoan il ceto medio dei paesi avanzati ha sviluppato un preoccupante pessimismo riguardo al futuro che li porta a «Rifiutare qualsiasi cosa i leader politici propongano. » Secondo il ministro «È  il segno di una crisi che ci chiama a ripensare al nostro ruolo di leader, è la sfida che ci pongono la Brexit e Trump.»

Di Andrea Bergonzi

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