La Globalizzazione è il fenomeno che descrive il cambiamento dell’economia mondiale verso un sistema sempre più integrato e interconnesso. Essa è dovuta dal cambiamento di due fattori principali:

  • Mercati: grazie alla nascita di più Aree di libero scambio (vedi TTIP), il mondo è diventato più piccolo, economico e veloce. La caduta di tariffe e dazi doganali tra stati permette ai consumatori una vasta scelta di prodotti e ai produttori la possibilità di poter vendere in più stati, aumentando i guadagni
  • Produzione: grazie al progresso tecnologico trasportare beni (grazie ad aerei, navi container..) scambiare conoscenza e trasferire capitali (internet) in ogni parte del mondo è diventato più veloce ed economico. Molte imprese affidano determinate attività a quelle imprese estere che godono di condizioni più favorevoli per farle. Così facendo possono offrire un prodotto di qualità tenendo i costi produzione ridotti.

Esempio: Vizio un’impresa produttrice di schermi piatti fabbrica il vetro degli schermi in Taiwan, Korea del sud e Giappone. Spediti in Messico vengono tagliati nelle misure desiderate e uniti alle parti elettroniche che arrivano dall’Asia; infine negli Stati Uniti d’America si assemblano gli schermi che vengono caricati sui Camion  pronti per essere spediti nei negozi.

Questi sono i lati positivi della globalizzazione, ma ci sono anche quelli negativi. I critici sostengono che questo livello di produzione non sia eco-sostenibile e che molte imprese pur di risparmiare sui costi di produzione siano disposte ad utilizzare mano d’opera sfruttata costretta a lavorare in condizioni disumane, togliendo nel frattempo lavoro negli stati sviluppati in cui operano.

Molte imprese devono sviluppare un lato etico che va al di là del profitto e realizzare che la globalizzazione non è inarrestabile.

 

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