In questi giorni si parla spesso della Corte Costituzionale (in caso di dubbi su cosa sia  vedi l’articolo Cos’è la Corte Costituzionale), in questo articolo vediamo nel dettaglio qual è la sua funzione e come viene applicata.

La Corte è forse uno degli organi costituzionali più sconosciuti dalla maggior parte degli italiani, ma esegue funzioni di garanzia importantissime.

Proprio come il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione e assicura che quest’ultima venga rispettata.

In che modo? Giudicando le leggi e verificando che queste siano conformi alla Costituzione. In sostanza, garantisce che, se la Costituzione dice A, le leggi dello Stato o delle Regioni non dicano B.

La Corte ha sede nel Palazzo della Consulta a Roma e proprio per questo ci si rivolge alla Corte definendola la Consulta, o ancora “giudice delle leggi”.

Come viene aperto un giudizio di illegittimità costituzionale?

Attraverso due procedimenti, uno in via incidentale, uno in via principale.

Partiamo dal primo (incidentale): il giudice ordinario rileva un vizio di costituzionalità, all’interno di un processo qualsiasi: sospende la sua decisione e rinvia la questione alla Corte che deciderà se ammetterla o meno: se viene ammessa, la Corte giudica;

La seconda ipotesi (in via principale) : sono titolati a presentarlo lo Stato e le Regioni: entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di leggi dello Stato o delle Regioni, il presidente della Giunta Regionale o il Presidente del Consiglio dei Ministri (Gentiloni) possono impugnare la norma, con apposita delibera del Consiglio dei Ministri o della Giunta Regionale per sospetta violazione della competenza dello Stato o della Regione.

Se viene rilevato il vizio (non conformità alla legge giuridica), la norma oggetto del giudizio viene dichiarata incostituzionale ed è invalida. In latino ex tunc (Da allora): in pratica l’invalidità viene estesa ai rapporti esistenti prima della dichiarazione di invalidità che applicano quella norma, con la sola esclusione dei rapporti esauriti.

Di Demetrio Scopelliti

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