Il commercio equo e solidale è una forma alternativa di commercio, promossa da diverse organizzazioni con il principale scopo di ridurre la povertà attraverso il commercio, creando una relazione giusta tra produttore e consumatore. Questa relazione può permettere a molte persone in una situazione economica svantaggiosa di poter vivere con le proprie risorse, essendo pagate giustamente.

Molte organizzazioni (più di 300) fanno parte del World Fair Trade Organization (WFTO), federazione mondiale per il commercio equo e solidale, che stabilisce delle linee guida generali riguardo ai fini del commercio giusto.

Ecco i principali ambiti di intervento:

  • Rispetto dei diritti dei lavoratori: garanzia di sicurezza, servizio sanitario e un numero di ore lavorative in linea con quelle previste dall’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO).
  • Riequilibrio dei rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati.
  • Promozione di produzione e consumo di prodotti che rispettino il lavoratore e l’ambiente.
  • Lotta allo sfruttamento minorile.
  • Miglioramento della situazione lavorativa delle donne.
  • Contrasto agli effetti del consumismo, nel quale i consumatori cercano solo il prezzo più basso, senza farsi domande.

Come si può intuire grazie agli ambiti di intervento, il WFTO permette di migliorare i mezzi disponibili e il benessere dei produttori svantaggiati.

Di Gabriele Gandini

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