Ricerca, innovazione, imprenditorialità e progresso sostenibile sono i pilastri fondamentali per la crescita di lungo periodo. Uno stato non investe in educazione e ricerca scientifica solo per una questione di prestigio internazionale, il motivo principale consiste nel creare un ambiente da cui possano nascere e svilupparsi idee innovative, in grado di cambiare aspetti della vita di tutti i giorni. Essere tra i primi a scoprire tali idee dà un vantaggio competitivo allo stato che si traduce in un’economia più florida e attiva.

Ogni stato ha una strategia tramite la quale cerca di raggiungere una serie di obiettivi nel campo della ricerca e dello sviluppo.

USA

Con il 2.8 % del Prodotto Interno Lordo investito in ricerca e sviluppo, che corrisponde ad un budget di 470 miliardi di dollari, gli USA investono più di chiunque altro in innovazione. I settori più finanziati sono: farmaceutica, bio-tecnologie, software e hardware. La loro strategia consiste nel continuare a finanziare l’innovazione di questo passo, cercando di utilizzare gli investimenti per supportare tutti gli stadi della creazione di una idea innovativa: dalla nascita (università, laboratori, aziende) alla finalizzazione (prodotto pronto per il commercio).

Unione Europea

Horizon 2020 (orizzonte 2020) è il nome della strategia europea per il supporto alla ricerca e sviluppo. Il budget è di 80 miliardi di euro, di cui i principali obiettivi:

  • 25 miliardi a supporto della ricerca scientifica per garantire il primato europeo nella ricerca scientifica a livello globale;
  • 18 miliardi a supporto delle piccole imprese e della ricerca e dell’innovazione delle aziende europee che operano con tecnologie abilitanti: quelle tecnologie che richiedono lavoro specializzato e che sono soggette a innovazioni rapide e continue (esempio: la nanotecnologia);
  • 32 miliardi per favorire settori utili alla società come: sanità, energia pulita e sicura, agricoltura sostenibile, trasporti intelligenti e eco-sosteibili.

Cina

Attualmente la Cina investe il 2% del Prodotto Interno Lordo, che corrisponde a circa 200 miliardi di dollari. “Il sogno cinese” è il nome del piano ideato dal governo per il 2020, ha obiettivi ambiziosi nel campo dell’innovazione:

  • Arrivare a investire 2.8% del PIL in innovazione da utilizzare in settori come energia, trasporti, comunicazione e tecnologie informatiche;
  • Ridurre gli investimenti in ricerca e sviluppo alle aziende statali che in assenza di competizione non sono stimolate ad innovare, anzi sono propense a corruzione, sprechi e mala gestione;
  • Centrare la competitività delle imprese cinesi non più sul basso costo del lavoro ma su innovazione e collaborazione internazionale.

Nel campo dell’innovazione l’USA è lo stato indiscutibilmente più progredito, sia per quantità di soldi investiti, sia per numero di invenzioni e scoperte scientifiche. L’Unione Europea è attualmente seconda per importanza in ambito scientifico e sperimentale, ma la crisi economica 2007-2008 si è fatta sentire anche per la ricerca e lo sviluppo. La Cina è indietro ma ha tutte le risorse, le capacità produttive e umane per colmare il divario (se non superarlo) entro il 2020.

 

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