Soft power: cos’è e che conseguenze ha?

Il termine “soft power” fu coniato all’inizio degli anni novanta ed è tuttora utilizzato nella teoria delle relazioni internazionali per descrivere l’abilità di un potere politico di persuadere, convincere, attrarre e cooptare, tramite risorse intangibili quali “cultura, valori e istituzioni della politica”. Questo è logicamente tanto più forte, e utile agli occhi di uno stato, quanto riesce ad espandersi negli altri stati. Fondamentale è quindi la componente linguistica, non a caso il paese ritenuto con il soft power maggiore, gli USA, utilizza in ambito interno la lingua inglese, la lingua franca contemporanea. Un altro esempio linguistico ma non solo è la promozione della Repubblica Popolare Cinese di istituti di lingua e cultura chiamati “Istituti Confucio” che hanno il compito di diffondere una selezione della storia e della tradizione insieme alla lingua e alla cultura.

 

Ad un prima impressione non si è portati ad attribuirgli grande importanza, però se si fa più attenzione si può notare il ruolo cruciale che ha svolto nel corso della storia umana.  Il caso più eclatante fu la propagazione di due modelli antitetici durante il conflitto USA-URSS, dove l’attrattiva che il modello americano ebbe un ruolo fondamentale nelle proteste e nel clima di dissenso che si verificò negli stati del patto di Varsavia, il desiderio di un nuovo stile di vita, di libero mercato e diffusione delle merci, fu decisivo.

 

L’attrattiva che un paese esercita verso il resto del mondo assume contorni più definiti nel caso delle aree di influenza, zone dove uno stato nettamente più forte riesce ad indirizzare la politica estera, ma non solo, degli stati limitrofi. Ovviamente ciò non può essere raggiunto solo con azioni economiche o militari, va fatto attraverso la propagazione di un modello che non è però mai neutro.

 

Non va però pensato come qualcosa di astratto, ne siamo soggetti in continuazione attraverso la musica che ascoltiamo, i film, le serie tv ma anche locali che presentano caratteristiche tipiche di un dato stato o regione, libri, fumetti. Un caso simpatico quanto realistico è un analisi del fumetto di topolino, così scontato e banale propaga il modello americano del self made man (zio Paperone), del progresso tecnologico (Archimede), della presunta futilità della cultura europea (Pico de Paperis).

 

Passando al caso italiano questo è molto particolare; non vi è una sistematica promozione del modello italiano all’estero e tuttavia questo continua ad esercitare un’attrattiva molto forte nel resto del mondo. Una componente importante è il fatto che la lingua italiana sia una delle più studiate al mondo che si accompagna ad un’immagine stereotipata e bucolica che si ha del nostro paese. In ogni caso per molte ragioni, compresa quella turistica è comunque preferibile godere di un solido soft power piuttosto che esserne privi.

 

Di Tommaso Lanzani

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