Paul Samuelson è un economista americano, il primo a ottenere l’onore di ricevere il Nobel Memorial Prize per le scienze economiche.

È riconosciuto soprattutto per aver aumentato il livello di procedure matematiche all’interno delle analisi economiche, che hanno consentito un più approfondito studio della disciplina.

La vita

Samuelson nasce in Indiana e approda all’Università di Chicago alla tenera età di 16 anni, dove ottiene il titolo di Bachelor of Arts nel 1935. Successivamente si sposta ad Harvard per proseguire i suoi studi. Ad Harvard persegue il Master of Arts e infine il PhD (Dottorato).samuelson.jpg

Samuelson ad Harvard è uno dei più brillanti,  ma soprattutto uno dei primi studenti di economia ad essere riconosciuto in ambito accademico. Viene infatti insignito con il premio A.D.Wells per il suo dottorato in economia.

I contributi alla scienza economica

I contributi di Samuelson alle scienze economiche sono da ricondursi a prima della sua laurea, l’economista infatti utilizzava il suo tempo ad Harvard per cercare di capire le ambiguità e scovare le incongruenze osservate nell’economia insegnata dai suoi docenti.

Nel 1938 Paul Samuelson pubblica il suo primo articolo: “A Note in the Measurement of Utility”, in cui mostra come le preferenze dei consumatori possano essere scoperte osservando le scelte sotto vari scenari, opponendosi al tradizionale metodo di “asking” (ossia chiedere al consumatore quali siano le sue preferenze), dando vita così al concetto di preferenze rivelate (revealed preferences). 

Nel 1948 Samuelson completa il suo libro “Economics: An Introductory Analysis”, che diventerà uno dei testi di economia più letti e studiati di tutti i tempi, essendo stato tradotto in moltissime lingue e avendo venduto più di un milione di copie. Molti altri studiosi nel campo delle scienze economiche tengono conto del suo libro come il suo più grande contributo, siccome ha aiutato a mutualizzare la prospettiva internazionale in economia.

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Nella sua opera Samuelson elabora le teorie keynesiane , e afferma che i governi possono controllare i cicli economici delle proprie economie e stabilizzare i livelli di prezzo, semplicemente modificando e adattando le proprie strategie fiscali e monetarie.

Samuelson ha inoltre curato una rubrica settimanale per il Newsweek dal 1966 al 1981, insieme al collega professor Milton Friedman dell’Università di Chicago, dove venivano presentati problemi economici con soluzioni opposte, offerte dai divergenti pensieri dei due accademici.

Samuelson ha inoltre insegnato economia per diversi anni al MIT (Massachussets Institute of Technology), una delle più prestigiose università al mondo, ha lavorato per il ministero del Tesoro degli Stati Uniti, e ha offerto la sua consulenza anche per la Federal Reserve Bank, la banca centrale statunitense. Ha poi assunto anche il ruolo di consigliere economico per il presidente americano Kennedy, incarico importantissimo che lo ha poi portato alla presidenza della International Economic Association nel 1965.220px-paul_samuelson

Paul Samuelson è morto il 13 dicembre 2009, alla veneranda età di 94 anni, lasciando in eredità il fatto di aver fondato una vera e propria scuola di pensiero economico, i neo-keynesiani. Il professore è stato inoltre definito «Padre dell’Economia moderna» e il New York Times lo ha inoltre dichiarato «Il più importante economista accademico del XX secolo.»

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Di Andrea Bergonzi

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