Spillover è il termine inglese che indica lo straboccamento, e in questo caso a rischio straripamento sarebbe il debito pubblico italiano, come avverte preoccupata l’Unione Europea.

Negli scorsi giorni la Commissione Europea ha infatti avvertito che il traballante governo di centro-sinistra del nostro paese sta faticando particolarmente a riparare il debito pubblico, stimolare la crescita e riparare le banche in difficoltà.

Secondo stime, il nostro debito pubblico sarebbe sceso solamente di 0.5 punti percentuali rispetto al PIL, passando da un 133.3% del PIL italiano a un 132,8%. Questi valori sono già molto alti, considerando che la soglia di sicurezza per gli stati  stabilita dal Fiscal compact si aggirerebbe intorno al 60% di debito pubblico/PIL.

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Ma c’è di più: il braccio esecutivo dell’Unione Europea (la Commissione) ha dichiarato:

«Debito pubblico alto e dinamica della produttività deboli protratte implicano rischi con rilevanza transfrontaliera guardando avanti [nel lungo periodo], in un contesto di elevata sofferenza sociale e disoccupazione»

a tal proposito il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan twitta:

«Debito/PIL finalmente stabilizzato ma è interesse nazionale ridurlo con un aggiustamento contenuto del percorso di consolidamento.»

e aggiunge: «Effetti riforme si vedono: crescita è tornata, occupazione aumenta, credito funziona meglio. Ma dobbiamo fare di più»

Tutto ormai sta nelle mani del futuro.

Riuscirà il prossimo governo a ridurre il nostro debito pubblico – Il macigno – come è stato definito, oppure dovremo assistere al rovinoso straripamento?

 

 

Di Andrea Bergonzi

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